Questa settimana, con LiberaINFormazioneA Gallarate del mercoledì, alleghiamo il volantino che stiamo distribuendo al CAMPO POPOLARE AUTOGESTITO di via (le) forze armate.
Il torneo in programma per domani pomeriggio al Campo Popolare Autogestito è rinviato causa maltempo a domenica 28 APRILE.
Per ogni informazione e aggiornamento seguite questo blog o la pagina di facebook nostra (Ultimi Mohicani) e dell’evento (https://www.facebook.com/events/133464596839361/?fref=ts).
Collettivo Ultimi Mohicani
Notizia di questi giorni: il Master Plan di Malpensa è stato approvato dalla nuova giunta regionale guidata da Maroni.
Apprendiamo con gioia tutto ciò, brindando anche noi all’ennesimo miglioramento del nostro territorio e della nostra vita. Privatizzazione dell’acqua (chi se ne frega del referendum e delle lotte) e affari grazie a Finmeccanica non erano che l’inizio. Dopo aver sbloccato i finanziamenti per Bre.Be.Mi. e Pedemontana (attendendo con ansia che lo stesso avvenga per la TEM) grazie ai soliti benefattori (tra gli altri Intesa San Paolo, UBI, Unicredit e MPS), i paladini della difesa del territorio possono aggiungere un nuovo tassello al progetto di crescita e sviluppo in Lombardia. Il connubio Lega-CL, da sempre all’avanguardia nella politica ambientale e nella gestione del territorio in cui viviamo, dimostra ancora una volta di essere vicino alla popolazione e di carpirne le esigenze.
Il presidente SEA Giuseppe Bonomi, assessore del comune di Varese nel ’93 in quota Lega Nord, pensiamo possa ritenersi soddisfatto di questo primo passo verso l’ampliamento di un aeroporto che è in crescita anno dopo anno (i dati lo dimostrano), rilanciandolo ancora di più rispetto a quanto avvenne dopo la costruzione di Malpensa 2000. Gli effetti positivi di tale opera stanno venendo a galla negli ultimi anni.
Proprio non riusciamo a capire le motivazioni di quei barbari che si oppongono, oggi come 15 anni fa, al progresso e alla crescita che questa società ci chiede.
Non riusciamo a capire come mai definiscano quest’opera “devastatrice” e la manovra di ampliamento “speculativa”. Magari sono gli stessi che sempre nell’ambito della questione Malpensa si oppongono all’attuale sistema di cooperative che paragonano addirittura al caporalato, solamente perchè sfruttano all’inverosimile la forza lavoro immigrata sotto la minaccia costante di licenziamento, il quale porterebbe al mancato rinnovo del permesso di soggiorno.
Speriamo che nessuno si organizzi con lo scopo di cambiare la situazione e attendiamo con ansia che li progetto della terza pista prenda piede senza alcun tipo di opposizione.
N.B. Se non conosci il significato della parola IRONIA, ti consigliamo vivamente di leggerne la definizione sul dizionario. Soprattutto se sei leghista o sei d’accordo con quanto letto qui sopra.
Nei mesi passati avete letto informazioni riguardanti iniziative a Castellanza ed Olgiate Olona di opposizione all’inceneritore di rifiuti chimici ed industriali Elcon.
Qui di seguito spieghiamo in breve di cosa si tratta.
PREMESSA. COS’E’ L’ASSEMBLEA POPOLARE NO ELCON
E’ un gruppo aperto a chi intende confrontarsi in prima persona per scongiurare l’avviamento dell’impianto di rifiuti chimici industriali e farmaceutici,per la tutela della propria salute, per la salvaguardia di un territorio già pesantemente devastato dalla presenza industriale. E’ antifascista e autonomo rispetto a partiti politici e istituzioni.
INFORMAZIONI SULL’IMPIANTO
PRODUCE PIÙ RIFIUTI DI QUELLI CHE TRATTA
L’impianto dovrebbe trattare 175.000 tonnellate all’anno di rifiuti liquidi.
Questo comporta:
- la produzione di 200.000 tonnellate all’anno di acque “prodotte dal processo”; a queste vanno aggiunte ulteriori 55.000 tonnellate all’anno di acque per il raffreddamento;
- l’emissione di 35.000 Nmc all’ora di fumi da combustione;
- la produzione di sali/fanghi: 9.855 tonnellate all’anno di sali/fanghi da avviare a smaltimento;
Rispetto ai rifiuti in entrata, la produzione di rifiuti scarichi ed emissioni è molto maggiore.
NON SERVE!
Secondo i dati forniti dall’ARPA la gestione dei rifiuti in Lombardia non presenta particolari necessità di incrementazione della capacità impiantistica esistente.
Dall’analisi dei dati disponibili, tale situazione si riscontra anche a livello nazionale dove a fronte di una produzione di circa 10 milioni di t/a di rifiuti (pericolosi e non) la capacità di trattamento degli impianti esistenti è di gran lunga sufficiente.
L’ARIA SARÀ MOLTO PIÙ AVVELENATA!
L’aria che respiriamo è sempre più inquinata, non è una novità. Abitiamo in una delle zone più avvelenate d’Italia, nemmeno questa è una novità. Se fosse realizzato l’impianto della Elcon la situazione diverebbe ancora più drammatica. Basta confrontare i parametri rilevati nel 2008 (riportati in nero), per rendersi conto dell’impatto devastante che le emissioni aggiuntive (riportate in rosso) di questo impianto comporterebbero.
Polveri (PTS): 23,245 + 6,132 tonnellate all’anno.
Ossidi di zolfo: 8,870 + 45,990 tonnellate all’anno.
Ossidi di azoto: 230,957 +76,650 tonnellate all’anno.
Monossido di carbonio: 272,460 +30,660 tonnellate all’anno.
COT: 273,073 +15,330 tonnellate all’anno.
Ammoniaca: 3,673 +68,985 tonnellate all’anno.
L’ACQUA SARÀ MOLTO PIÙ AVVELENATA!
Fiume Olona e depuratore consortile.
Altra criticità derivante dalle attività dell’impianto Elcon riguarderà i liquidi di scarto del processo. Essi, secondo il progetto, verranno pre-trattati con un impianto biologico prima di essere inviati al depuratore consortile di Olgiate Olona. Non sono ben chiari, tuttavia, i termini di conferimento delle acque al depuratore e se lo stesso sia in grado di gestire qualitativamente la quantità d’acqua che riceverà.
Il depuratore consortile della Prealpi Servizi collocato ad Olgiate Olona è al massimo delle sue capacità. Esso non è più in grado di ricevere carichi ulteriori da trattare. La Repubblica italiana è stata messa in giudizio dalle autorità competenti dell’Unione Europea per le pessime condizioni in cui si trova il fiume Olona. E’ evidente come i reflui della Elcon andrebbero a danneggiare una situazione già critica.
Alto rischio per le aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano.
La realizzazione di un impianto del genere comporta ripercussioni sulle acque sotterranee, la nostra zona è all’interno di un’area di ricarica dell’acquifero profondo e ciò deve penalizzare la realizzazione di nuovi impianti di rifiuti.
Tralasciando i particolari degli intrallazzi politica locale-affaire Elcon e i dettagli tecnici, che approfondiremo nelle prossime settimane, pubblichiamo qui di seguito l’appello che l’ Assemblea Popolare No Elcon ha redatto sul tema della mobilitazione popolare, sottoscrivendolo totalmente ed invitando chi legge questo articolo a partecipare alle assemblee ed alle iniziative (consultabili qui) perchè questo impianto è un problema non solo di Catellanza ed Olgiate Olona, ma di tutto il territorio intorno che ne risulterebbe coinvolto, Gallarate compresa.
“Anni di silenzio e di fiducia incondizionata nelle istituzioni e nelle amministrazioni locali da parte della popolazione della nostra provincia, hanno permesso a industrialotti,palazzinari,banchieri e affaristi vari da fare i propri porci comodi, devastando e riducendo il nostro territorio ad una fabbrica di tumori e di morte. Gli esempi sono molteplici e la cosa ancor più grave è che questi vengono fatti passare come indispensabili per il “progresso” , fra l’indifferenza di chi queste terre le abita: terza pista di Malpensa con scarichi continui di kerosene sulle nostre teste; Pedemontana (un’autostrada con un progetto vecchio di 50 anni, che passa in mezzo alle case, anche in zone piene di Diossina-ricordiamo il disastro di Seveso); avvelenamento di ogni corso d’acqua e delle falde acquifere; cementificazione diffusa e selvaggia; e non ultimo il progetto Elcon a Castellanza di sversamento sul territorio di ogni sorta di veleno chimico pericoloso e mortifero.
La Montedison (e chi è subentrato) ha avvelenato per oltre cinquant’anni migliaia e migliaia di lavoratori, le popolazioni della zona, il terreno del polo e dell’area circostante non solo in superficie ma in profondità, contaminando le falde acquifere e contribuendo a distruggere l’Olona e avvelenando l’intera Valle. Questi veleni continuano a scendere in profondità anche se il polo chimico è fermo dal 1990.
La squallida vicenda che sta portando alla realizzazione degli impianti Elcon è densa di menzogne, false speranze e falsi propositi con cui si è cercato di imbonire una popolazione che si è subito dimostrata contraria a questo progetto.
La vera preoccupazione di questi imbonitori è che la gente prenda atto deòòe loro prese in giro e decida da sè la strada da percorrere per opporsi alle continue devastazioni, per poter difendere la propria salute e il proprio territorio. Hanno una paura immensa che la popolazione si interessi di come viene “gestito” il territorio, che critichi i loro progetti (e gli affari connessi) e che rivendichi le proprie istanze.
Non solo ci hanno impedito l’accesso ai documenti per un lunghissimo periodo, ma avrebbero già potuto bloccare l’iter in mille modi (mancata disponibilità della relazione tecnica AIA per i cittadini – cosa che nessuno si è sognato di fare tanto importa che i diritti dei cittadini siano rispettati – , la totale assenza di richieste di integrazione e chiarimenti, ecc) e non l’hanno fatto; ci sarà un motivo?
Delibere, ordinanze sindacali, sottoscrizione di impegni sono mezzi con cui volevano farci credere che loro avrebbero risolto la situazione. E’ bene sapere che la delibera emanata di recente non servirebbe neppure per un ricorso al TAR.
Nel frattempo il progetto Elcon sta andando avanti senza intoppi, grazie alla complicità delle amministrazioni e della Regione, ma anche grazie al silenzio della popolazione.
Ci troviamo a pochissimi mesi dalla dalla decisione della Regione che sarà favorevole al progetto se la situazione non muterà repentinamente.
E’ necessario ritrovarci e far sentire le nostre voci per sottolineare che siamo stanchi di farci prendere in giro dai vari amministratori, i quali fino ad ora apparte dire No Elcon su tutti i giornali, nulla hanno fatto di concreto e reale per opporsi al progetto. Mobilitiamoci e diventiamo partecipanti consapevoli di ciò che accade nel nostro territorio.
FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
ESIGIAMO LA BONIFICA TOTALE DEL POLO CHIMICO
con il mantenimento di TUTTI i posti di lavoro ad oggi esistenti
e la formazione adeguata di tutti gli operai per le operazioni di bonifica
DEVE PAGARE CHI HA INQUINATO”
DA VARESE ALLA VAL SUSA UNITÀ E RESISTENZA ALLE GRANDI OPERE
In Val di Susa da anni la popolazione sta resistendo ad un opera disastrosa come la Linea ad Alta Velocità, attraverso mobilitazioni portate avanti dal basso e col sostegno di chi ancora in Italia tiene al territorio in cui vive si è riusciti a contrastare il pericolo TAV. Ma perché creare un opposizione seria all’Alta Velocità pure qui nella provincia di Varese visto che l’opera più nociva lo faranno sulla tratta Torino-Lione?
Il traforo che cercano di praticare in Val di Susa sicuramente sarà il progetto più distruttivo e deturpante per l’ambiente circostante,il paesaggio e la vita stessa dei valsusini; ma la zona più attraversata dalle varie linee ad Alta Velocità sarà proprio l’alta Lombardia. Ci troviamo infatti nel centro esatto dei piani logistici dell’apparato mercantile di tutta Europa, un disegno che porterà la nostra regione ad essere attraversata da ben due corridoi Tav con annessi gli allargamenti dei vari tunnel transalpini. Bene si dirà, deturperanno un paesaggio già cementificato da anni e non una valle alpina, inoltre si decongestionerà il traffico merci su gomma che inquina il doppio di quello su rotaia. La questione non è così semplice purtroppo, le merci su rotaia si sposteranno entro un certo limite ma poi verranno caricate sui camion nei centri di smistamento,uno dei più grandi ed a vocazione chimica è proprio l’Hupac di Busto Arsizio, quindi il volume di merci su gomma non diminuirà affatto. I nuovi tratti autostradali e superstradali in costruzione (Pedemontana,Bre. Bre. Mi., Tem) serviranno ad attuare questo enorme “sistema TAV” ; senza contare che intorno alle nuove strade si svilupperanno centri commerciali e terziari quindi altro territorio cementificato in una regione dove 2000 m2 di suolo al giorno vengono consumati dall’urbanizzazione.
Questo progetto verrà convenzionato da finanziamenti pubblici, quindi il deturpamento del territorio,l’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere,l’abbassamento del tenore di vita (meno soldi pubblici per la collettività) lo paghiamo noi anche se non siamo d’accordo. Il Tav è la punta dell’icerbeg di un sistema che si basa sui grandi finanziamenti internazionali per portare avanti gli interessi economico-finanziari di corporazioni private, gruppi bancari e apparati statali. E così quando mancano i soldi e chiudono scuole ed ospedali le linee veloci si DEVONO fare, non per la comodità dei cittadini, non per lo spostamento di enormi quantità di merci, neanche per il tanto blasonato ambiente,ma puramente per scopi finanziari e di potere.
Si possono fermare e lo abbiamo visto in Val Susa, si devono fermare ovunque perché solo un’ unità di lotta tra i movimenti territoriali può farlo!