SOLIDARIETà AGLI ARRESTATI NO TAV!

Postati in Notizie generali su 27 gennaio 2012 da ultimimohicanivarese

Tutta la nostra solidarietà va a chi è stato arrestato,perquisito e denunciato per esser andato contro un’ opera come quella della TAV totalmente inutile,costosa e dannosa; fermi questi ultimi mirati ad una delegittimazione del movimento valsusino attraverso la solita logica dei buoni e dei cattivi. Noi che molto spesso siamo andati in valle e abbiamo partecipato a varie iniziative NO TAV, abbiamo conosciuto  queste persone che sono state definite  delinquenti e  teppisti  dai vari magistrati, politici e  pennivendoli del potere. Questi pericolosi elementi non sono altro che uomini e donne con un enorme cuore e spirito di sacrificio per difendere non solo un territorio,ma un intero modo d’ intendere i rapporti sociali ed economici di un paese che ormai sta andando a rotoli sotto il dominio di banchieri e politicanti. Oltre alla nostra totale solidarietà gli mandiamo  un caloroso abbraccio ed un invito a non arrendersi anche se sappiamo di certo che non lo faranno, perchè chi lotta con le montagne sa benisimo che esse saranno sempre li pronte a proteggerlo pure nelle situazioni più difficili.

ORA E SEMPRE NO TAV!

Presentazione Opuscolo Antileghista a Varese

Postati in Notizie Varese su 20 novembre 2011 da ultimimohicanivarese

NON AVETE NESSUN DIRITTO DI PIANGERE!

Postati in Notizie generali su 7 novembre 2011 da ultimimohicanivarese

Dal sito notav.info

Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”. Ripetute come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee. Dogmi imparati come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari.

Non avete nessun diritto di piangere! Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Porta vi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”.

Non avete nessun diritto di piangere! Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri.

Non avete nessun diritto di piangere! Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.

Non avete nessun diritto di piangere! Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio. Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie.

Non avete nessun diritto di piangere! Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali. Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandi speculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle.

Non avete nessun diritto di piangere. Nessun diritto di piangere le dieci vittime dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo paese.

Siete i veri barbari di questo nostro paese. Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango.

No. Non avete nessun diritto di piangere.

E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.

RIFLESSIONI SUL 15 OTTOBRE,NOI COME I NO TAV!

Postati in Notizie generali su 17 ottobre 2011 da ultimimohicanivarese

La giornata del 15 ottobre di Roma noi del collettivo non l’abbiamo vissuta perchè eravamo quasi tutti presenti alla interessantissima conferenza di Renato Curcio a Varese sul razzismo italiano. Ovviamente abbiamo seguito l’intera durata del corteo con molta attenzione e i giorni successivi ci siamo interessati alla cagnara mediatica portata avanti da coloro che stanno cominciando a tremare per quello che sta succedendo e succederà in questo paese. Vogliamo dire la nostra su quanto è avvenuto per le strade della capitale ma per una volta non lo faremo con parole nostre, infatti pubblichiamo qui sotto il comunicato del popolo NO TAV che era presente nella giornata di sabato con una propria delegazione. Siamo pienamente concordi con la loro visione dei fatti e la loro riflessione politica su quanto accaduto, non si può pensare di indignarsi solo ballando e cantando o tanto meno infamando persone e pretendendo di avere il totale controllo di un corteo così grande; non si può nemmeno pensare di ribellarsi spaccando indistintamente cose che nulla avevano a che fare con la rabbia e l’indignazione. La furia popolare deve essere determinata e senza incrinazioni interne per andare contro degli obbiettivi precisi e mirati per destabilizzare e abbattere una volta per tutte il potere politico/finanziario che a noi e ormai a sempre più gente fa totalmente schifo! 

http://www.notav.info/news/video-dello-spezzone-no-tav-a-roma-1510/

Il 15 ottobre è stata una giornata intensa per tutto il nostro paese, giornata che rimarrà impressa nella memoria, una giornata che fa paura, a tanti, a molti. Il movimento no tav era a Roma, non per la prima volta, neanche per l’ultima, fiero, con le sue bandiere, con la sua lotta. Un forte appello da queste pagine era partito una settimana prima “Valsusa chiama Italia”, come un grido, da una valle che resiste, da una valle che lotta, un grido di aiuto e un grido di speranza. Roma è il centro politico da cui vengono prese le decisioni, lì le sorti del nostro territorio vengono discusse, lì il nostro futuro deciso. Se da un lato con caparbietà e coraggio la val di Susa resiste a Chiomonte impedendo l’avvio dei lavori dall’altro il movimento no tav ha bisogno di far cadere il mandato politico che regge e legittima l’occupazione militare. Il no tav tour,la partecipazione alle manifestazioni degli indignati , alle lotte studentesche sono quindi la risposta che il movimento dà al secondo pezzo del problema. Per questi motivi a Roma il movimento no tav ha sfilato e lottato. Il giorno dopo come sempre le condanne arrivano unanimi, come quando in val di Susa le giornate di lotta diventano reali, incidono e fanno male, a chi questa valle la vuole devastare. Da un lato una casta, fatta di pochi “politici” e banchieri che tragicamente stanno impoverendo il mondo e i popoli, dall’altra centinaia di migliaia di persone che si battono per fermarli.

 

Qui iniziano i problemi della giornata del 15 ottobre. C’è voglia di lottare, di manifestare, di esserci, c’è spazio per tutti ma il mandato non è chiaro, l’obiettivo è appannato. In tutto il mondo i centri dei poteri bancari e politici sono paralizzati. Lo stesso slogan occupywallstreet diventa pratica e con tanto coraggio, consapevoli di rischiare l’arresto i manifestanti newyorkesi e poi quelli londinesi sfilano e occupano le strade sotto le borse. A Roma non è così, il corteo è enorme ma nessuno ha avuto il coraggio di imporsi, di pretendere o praticare un percorso che vada diretto al centro cittadino, al parlamento alla banca centrale. Prima anomalia tutta italiana quindi, un corteo che nonostante le parole d’ordine chiare di blocco, accampada o altro ancora, dette nei giorni precedenti, sfila diretto verso la periferia, verso un improbabile comizio finale ed un palco che da subito imbarazza. Sarebbe stato un po’ come se il tre luglio a Chiomonte invece che partire da Exilles verso il fortino della Maddalena ci fossimo diretti in direzione opposta verso la Francia. Cosa avremmo detto a fine giornata? Non ce l’abbiamo fatta ma eravamo tantissimi? Quanti avrebbero ascoltato il comizio finale? Quanti di noi avrebbero creduto ancora nella lotta no tav? Iniziano quindi i problemi, la polizia dopo poco carica dalla coda il corteo, in una via insensata, residenziale e da lì iniziano scontri che si protraggono fino a tarda sera in ogni parte della città. Per lo spezzone no tav non è facile proseguire ma con forza e soprattutto insieme si va avanti. Un fronteggiamento pesante inizia con chi in quella giornata difende o pensa di difendere lo stato, di cosa e di chi sarebbe poi interessante iniziare a riflettere. Il giorno dopo le parole si sprecano ma un forte imbarazzo e una latente paura attraversa tutti, soprattutto i politici. Migliaia di ragazzi hanno messo a ferro e fuoco Roma. Una visione riduttiva e semplificante vede nel mostro black bloc la risposta. Facile, troppo facile. Per chi invece aveva voglia di capire qualcosa e aveva coraggio di farlo bastava andare in piazza san Giovanni, lì avrebbe trovato un pezzo di Italia, di Roma. Tanti ragazzi che lottavano, a modo loro, contro quello che avevano davanti, sfogando rabbia in maniera confusa ma con un messaggio chiaro e con la forza di chi davanti a sé non vede un futuro. Negare questo significa non avere poi i mezzi per interpretare e costruire un cammino che sappia andare oltre quella giornata e che inevitabilmente sarà capace di produrne nel migliore dei casi altre uguali. Non darsi degli obiettivi da praticare e non praticarli significa non avere poi i mezzi per iniziare delle discussioni sul come praticarli. Se l’obiettivo è fermare la casta e la crisi finanziaria non si può non andare insieme tutti e in modo chiaro dove questa casta vive, si riproduce e decide. Se vogliamo farlo insieme dobbiamo avere il coraggio e la forza di provarci e solo dopo decidere come. Inutile oggi prendere le distanze o dire così non va bene così non si fa o ancora peggio pensare che i giovani che erano a Roma a piazza san Govanni sono un problema per il movimento. Il problema italiano sono e restano i politici, le banche, i finanzieri che in maniera mostruosa risucchiano ricchezza e impoveriscono il mondo. Quando avremo la forza di affrontare questo problema in maniera chiara forse riusciremo a capirci e a fermarli. Se nel movimento no tav si vive e si lotta da oltre venti anni insieme è grazie alla bontà e alla semplicità dei suoi obiettivi. Se da oltre venti anni il movimento riesce a ripensarsi e a discutere è perchè una rottura e una distanza netta viene posta tra chi vuole costruire il tav e chi vuole invece fermarli. Le reti di del fortino di Chiomonte sicuramente aiutano a capire da che parte stare, se però a quelle reti non ci fossimo andati non sarebbe stato così facile per tutti capire cosa si combatte e soprattutto dove. E’ possibile fermare il tav come è possibile fermare la casta, basta volerlo e farlo insieme.

Renato Curcio 15 ottobre a Varese presenta: “Razzismo e indifferenza”

Postati in Notizie Varese su 5 ottobre 2011 da ultimimohicanivarese

SABATO 15 OTTOBRE 2011 ore 16.30, presso la COOPUF di Via De Cristoforis 5 a VARESE
RENATO CURCIO presenta il suo ultimo lavoro di ricerca: “RAZZISMO E INDIFFERENZA”

Il libro propone una riflessione sul razzismo di matrice italiana.
Nella prima parte l’autore ripercorre la storia del pensiero razzista dall’Unità d’Italia, passando per il periodo coloniale fino a quello fascista. Una storia rimossa, che tuttavia continua a produrre il frutto avvelenato del pregiudizio razziale, sia che esso si manifesti contro africani, ebrei e zingari, sia contro i figli di unioni miste.
Nella seconda parte, avvalendosi anche delle testimonianze raccolte in due laboratori tenuti a Genova e a Brescia, si sofferma invece sui dispositivi attuali del razzismo italiano e sulla sua fabbricazione. Qui si visita l’officina dei fantasmi, il processo di “inferiorizzazione” di alcune categorie sociali, la produzione dei capri espiatori e la diffusione delle paure.
Si getta uno sguardo anche sulle “folle fredde”, costruite dall’alto attraverso i canali mediatici, e sul razzismo come affare economico, intorno al quale ruotano numerosi interessi.
Infine si apre una finestra sulla prospettiva interculturale.
Nella modernità liquida e precaria, il confronto paritario tra culture diverse resta il nodo irrisolto.

RENATO CURCIO su temi affini ha pubblicato, con Sensibili alle foglie, Shish Mahal, 1991; I dannati del lavoro, 2007; Respinti sulla strada, 2009.

 

TAV=CANTIERE FANTASMA E FURTO DI SOLDI PUBBLICI

Postati in Notizie generali su 3 ottobre 2011 da ultimimohicanivarese

http://www.youtube.com/watch?v=adJMPP1dfcs&feature=player_embedded

In questo video riassuntivo possiamo vedere una panoramica del fortino di Chiomonte. Il 27 giugno la polizia con un’operazione militare di oltre 2000 uomini occupo’ il piazzale del museo archeologico di Chiomonte. Da allora l’espansione delle reti è proseguita fino al 24 agosto con l’ultimo dei tre allargamenti che ha di fatto completato l’occupazione dei terreni di proprietà pubblica. Il cantiere reale però non è costituito dall’area ad oggi occupata ma dovrebbe essere impiantato nei terreni a nord delle recinzioni, di proprietà privata (oltre il 90% dei quali di attivisti  no tav). Ad oggi queste recinzioni  rappresentano una mera bandierina mediatica con la quale il governo ed in particolare i politici locali piemontesi (di entrambi gli schieramenti) stanno ingannando l’italia e l’europa per avere accesso ai fondi europei riservati alle grandi opere. Oltre all’occupazione militare in val di Susa non succede altro e quello che viene spacciato come cantiere è in realtà un fortino vuoto difeso da centinaia di poliziotti. Il tutto costa alla collettività 90000 euro al giorno da ormai più di tre mesi, la quale spesa è esclusa dai fondi comunitari e sta già ricadendo pesantemente sulle casse del ministero degli interni o meglio è denaro che questo governo recupera con le manovre finanziarie tagiando ai servizi e ai veri investimenti. Milioni di euro in forza pubblica di occupazione che non producono nulla, non  costruiscono nulla e non servono certamente a superare una crisi economica che si profila durissima. Questa non è una lamentela del movimento che anzi considera una vittoria la situzione di blocco ed enpasse ma un grido di allarme rivolto a tutti i cittadini italiani. Tutti devono sapere la farsa che si sta svolgendo oggi in valle di Susa. Tutti devono spare che questo è un furto di denaro pubblico e come tale va fermato immediatamente. Qui non si sta costruendo un’opera pubblica peraltro del tutto inutile si sta rubando del denaro!

Nina e Marianna sono state scarcerate

Postati in Notizie generali su 23 settembre 2011 da ultimimohicanivarese

Apprendiamo la notizia che sono state scarcerate Nina e Marianna, arrestate il 9 settembre durante un’iniziativa NO TAV contro il cantiere.

A Nina sono stati dati gli arresti domiciliari, a Marianna l’obbligo di dimora nel comune di Torino. E’ una notizia che ci fa molto piacere, nell’auspicio che a breve vengano a loro tolte anche queste altre misure restrittive.

La lotta continua, ribadendo che per chi vuole bucare la montagna… SARA’ DURA!

Domani, sabato 24 settembre (ore 9) presso il mercato di Gallarate, presidio informativo e solidale NO TAV per tutta la mattinata.

Presidio Solidale NO TAV al mercato di Gallarate

Postati in NOTIZIE GALLARATE, Notizie generali, Ultimi Mohicani su 20 settembre 2011 da ultimimohicanivarese

NO TAV: 20 ANNI DI LOTTE, SARÀ DURA!

SOLIDARIETÀ A NINA E MARIANNA

 

Alcune premesse generali

Nelle Alpi del Piemonte c’è una valle che si distingue da tutte le altre: è la Valle di Susa.

Un assurdo progetto politico ha stabilito che questo dovrà essere il luogo di una delle più grandi devastazioni ambientali della storia: una galleria per i Treni ad alta velocità (TAV).

Quest’opera è voluta dai partiti di qualunque colore politico compresi la Lega Nord (che si vanta di essere il partito che “difende il territorio”) e il Partito Democratico (che nelle sue campagne elettorali parla di ecologia e salvaguardia dell’ambiente), del resto il giro di affari è troppo grosso da far gola a chiunque!

Ciò che stupisce e che distingue questa valle dal resto del paese non è tanto il progetto-mostro (si pensi a malpensa e le sue piste o a tutte le altre opere speculative), quanto la situazione che si è creata.

I valsusini hanno deciso che nella loro terra questa devastazione non avverrà, hanno creato una lotta di opposizione popolare dal basso e la loro determinazione ha dimostrato che nonostante siano passati vent’anni l’opera non è stata fatta e che per quelli che si ostinano a volerla fare “SARÀ DURA”!

 

Ora in due righe approfondiamo che cos’è realmente quest’opera:

Una nuova linea ferroviaria parallela a quella già esistente (scarsamente utilizzata), che si unirebbe a quella francese attraverso un tunnel di oltre 50 km, che devasterebbe le montagne causando danni irreparabili all’ambiente, all’ecosistema e all’equilibrio naturale.

 

IL 2011

Dopo il tentativo di avviare i lavori presso Venaus nel 2005, impedito dall’opposizione popolare che ha cacciato i devastatori e smantellato il cantiere; il governo italiano ha rilanciato la proposta nel 2011 individuando un nuovo sito presso Chiomonte.

Il movimento No Tav ha così organizzato un presidio permanente in difesa delle montagne lanciando anche la nascita della “Libera repubblica della Maddalena”,un’esperienza che nel 2011 si può definire rivoluzionaria: l’ospitalità dei valsusini, la solidarietà, la voglia di lottare insieme contro la Tav, i momenti di discussione nelle assemblee prendendo le decisioni collettivamente.

Temendo di perdere i finanziamenti dell’Unione Europea il governo ha provveduto a sgomberare con la forza la libera repubblica: oltre 2000 agenti con manganelli e lacrimogeni hanno preso possesso dell’area, recintata poi come un fortino e rendendola di fatto un cantiere fantasma (nessun lavoro è in corso).

Durante tutta l’estate il popolo No Tav, mai arreso, ha continuato la propria lotta assediando il fortino, tagliando le reti, disturbando quotidianamente le operazioni militari.

La risposta è stata sempre durissima: una quantità che definire enorme sarebbe riduttivo di lacrimogeni sparati (per la maggior parte ad altezza uomo, provocando lesioni più o meno gravi) che hanno completamente distrutto il raccolto vinicolo della stagione e causato la morte di molti animali e piante; poliziotti che lanciano pietre sulla testa della gente dal cavalcavia; manganellate.

A questo si aggiunga una pesante campagna giornalistica tesa a criminalizzare, e i provvedimenti repressivi che hanno colpito e continuano a colpire il movimento No Tav.

Pochi giorni fa sono state arrestate Nina e Marianna, che si trovano tuttora in carcere a cui va tutta la nostra solidarietà e a cui ci sentiamo vicini/e.

Questi 20 anni di lotte contro l’alta velocità stanno dimostrando come la determinazione della gente che partecipa in prima persona possa riuscire a fermare un’opera così grande nonostante i lacrimogeni, le botte e gli arresti.

 

Nina e Marianna Libere!

 

Presidio Solidale NO TAV al mercato di Gallarate sabato 24 settembre dalle 9.00

Report contestazione Giro di “padania”

Postati in Notizie Varese su 9 settembre 2011 da ultimimohicanivarese

Ieri mattina da Lonate Pozzolo (Va) è partita la terza tappa del cosiddetto giro di “padania”, ultima trovata di quel partito razzista e affarista che è la lega nord.
Come antileghisti varesotti ci siamo recati alla partenza della tappa dove ci attendeva una folta schiera di forze del disordine, d’altronde avevamo annunciato la nostra presenza con un volantino dal titolo LA PADANIA NON ESISTE, LA LEGA PURTROPPO SI; ci hanno bloccati a poche decine di metri dal via ma questo non ha impedito di esporre i nostri striscioni, i nostri cartelli, urlare i nostri slogan, richiamare l’attenzione e coprire lo speaker con fischietti e pentole.
Non potevamo non dire che la lega, mentre blatera di difesa del territorio, è il maggiore sponsor della costruzione della terza pista di Malpensa, nel cuore del parco del Ticino, che prevede la deportazione di decine di abitanti proprio di Lonate Pozzolo; è uno dei maggiori sostenitori del progetto TAV, opera faraonica per attuare la quale ha promosso,col ministro Maroni, la militarizzazione della Val di Susa a difesa dei suoi intrallazzi con imprese in odore di mafia.
Partita la tappa ce ne siamo andati in giro per il paese per distribuire il nostro volantino e scandire slogan tipo: lega fora di ball, lega ladrona a roma la poltrona…
Molti abitanti si sono fermati a parlare con noi, abbiamo condiviso pensieri sulla demagogia di questo partito del cemento, della devastazione e della guerra.

ANTILEGHISTI VARESOTTI

 

GIRO DI “PADANIA”? LA “PADANIA” NON ESISTE, LA LEGA PURTROPPO SI’!

Postati in Notizie Varese su 4 settembre 2011 da ultimimohicanivarese

GIRO DI “PADANIA”?

LA “PADANIA” NON ESISTE, LA LEGA PURTROPPO SI’!

La “padania” è il nome di un progetto razzista che non rappresenta il nostro territorio, culturalmente aperto ed accogliente, da secoli luogo di incrocio di genti e culture diverse.

L’otto settembre da Lonate Pozzolo (VA) partirà la terza tappa del neonato “giro di padania”, gara ciclistica professionistica ufficialmente riconosciuta e ultima invenzione propagandistica di Bossi e compari.

La Lega parla di sport e tradizioni invece in venti anni di potere non ha fatto altro che distruggere l’ambiente, cementificare, svendere il territorio per farsi posto nella Casta, a danno della gente e della qualità della vita. La nostra provincia ne è l’esempio, altro che biciclette!

Mentre la Lega si fa bella con le gare sportive una volta all’anno, promuove tutti i giorni progetti nocivi e dispendiosi.

A Lonate Pozzolo prepara il trasferimento forzato di numerose famiglie per lasciare il posto alla terza pista dell’aeroporto di Malpensa, progetto tanto faraonico quanto fallimentare che voleva essere il simbolo del successo leghista: non ci credono più neanche le compagnie aeree ma non importa, si va avanti con un’altra colata di asfalto e capannoni nel verde del Ticino, ultimo rimasuglio dell’ambiente naturale della nostra provincia.

Pur di intrallazzare col cemento, Maroni manda l’esercito italiano per costruire la più grande opera devastatrice che mai sia stata fatta sulle Alpi, che è il treno ad alta velocità (TAV). Dov’è la cura del territorio? Dov’è il rispetto dell’autonomia locale?

Forse Bossi pensa che mentre sventoliamo le bandierine al passaggio dei ciclisti, dimentichiamo che la Lega è complice della guerra colonialista in Libia? Che è responsabile della morte in mare di migliaia di persone “respinte”? O che ha votato una manovra finanziaria tutta a carico dei lavoratori, che ne distrugge ogni tutela, che abbassa i salari, le pensioni e lo stato sociale? È questa la “padania”?

Basta con le pagliacciate della Lega, la bicicletta è un mezzo popolare che non ha bisogno di insegne di partito.

Contro il razzismo, contro la distruzione del territorio, contro la “padania” e il suo Giro ci troviamo

GIOVEDI 8 SETTEMBRE ORE 10,00 a LONATE POZZOLO

presso la partenza della tappa (Clinica Iseni, via Matteotti)

Portate fischietti e padelle, vi aspettiamo “rumorosi”!

LEGHISTI PEDALARE!

Antileghisti varesotti

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