A FIANCO DELLA RIVOLTA GRECA!

Pubblichiamo un’interessante analisi sulla situazione greca scritta da Michele Fabiani

Fonte: anarchaos

Le misure tremende che l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale stanno imponendo alla Grecia e soprattutto ai lavoratori e ai poveri del paese hanno puzzano di punizione. Una punizione verso un popolo ribelle, che da un anno e mezzo è in rivolta, sciopera, occupa e autogestisce porti, strade, fabbriche, ospedali, stazioni, scuole e università, che scende in piazza e si scontra con la polizia, che in piccoli gruppi pur se minoritari si sta perfino armando.

Contro questo popolo incazzato l’Ue e l’Fmi stanno imponendo la frusta e il bastone, per provocare la rivolta e sperare di poterla battere. Ipotizziamo per un momento che i conti fatti dai banchieri d’ Europa e del mondo siano corretti, che il prestito di questi giorni riuscirà a salvare Atene, che chi sta scomettendo in Borsa il fallimento perderà e che si eviterà il collasso dello Stato Greco. Un’ ipotesi, mentre scrivo ne apprendo nuove conferme, sempre meno credibile. Ma le ipotesi servono a questo, ad essere ipotizzate – e magari scartate dopo averle sperimentate.

Prendiamo per buona questa ipotesi, almeno per un momento. L’ Ue e l’ Fmi presteranno, si dice, 110 miliardi di euri, un terzo a carico del Fondo Monetario Internazionale e il resto a carico dei vari paesi europei. Gli interressi del prestito sono del 5% per i ”cari” (in tutti i sensi) vicini-strozzini europei, tra i quali c’è anche la “generosa” Italia di Berlusconi, mentre il tasso dell’Fmi sarà del 3%. Come ogni creditore che si rispetti, anche i nostri vogliono delle garanzie: “noi ti diamo i soldi, ma tu non solo non te li devi spendere e li devi usare solo per riempire le casse vuote, ma mi devi anche garantire che ce li darai in dietro con tutti gli interessi”. E’ per questo che oggi il governo Greco, ci dicono i candidi economisti borghesi – per una volta unanimi dal Giornale a Repubblica dal Sole 24 ore al Manifesto – che il governo greco è stato costretto a fare una manovra da 30 miliardi.

Per metterla semplice, è come un povero disgraziato che si compra una casa da 100 mila euri, impegnandosi a pagare delle rate da mille euri al mese per 120 mesi (10 anni); poi lo sfortunato amico non ci riesce a pagarle e allora va da un’altra banca e si fa “rinfinanziare” il debito: la banca gli da subito i 120 mila, ogni mese ne vorra soli 500, ma per 25 anni invece che 10…e alla fine ne riprenderà in dietro 180 mila.

Questo ci dicono i cervelloni della finanza: questo prestito serve a rifinanziare il debito. Per essere sicuri che il debitore paghi, in più, il creditore pretende che già da ora si cominci a tagliare e a mettere da parte una cifra equivalente agli interessi, tanto per stare tranquilli.

Messa così pare una schifosa operazione di prestito come milioni ne avvengono ogni giorno. Invece la cosa è ancora peggio. Da un punto di vista strattamente razionalista non si capisce perché non solo si pretende di avere già ora i soldi da riprendere domani, ma addirittura perché si pretende pure di dettare dove prendere quei soldi. Infatti i vecchi bastardoni dell’ Ue e dell’ Fmi non gli basta che da un punto di vista strettamente computazionale, calcolatrice alla mano, i conti tornino e tornino anche gli euri. Il governo greco non sarebbe libero di dire: “ok i tagli li facciamo, ma li facciamo ai ricchi, tanto a voi che importa, basta che riprendete i soldi, no?“. No, non basta questo. L’ Ue e l’ Fmi indicano pure che i soldi da restituire vanno presi sui beni di consumo, sui salari, abolendo le trecidesime, ecc. Questo è profondamente irrazionale, da un punto di vista economico-matematico. Non lo è da un punto di vista politico. Addirittura nel “pacchetto” è prevista perfino la libertà di licenziare. Nel frattempo i Titoli di Stato fruttano il 22% da quì a due anni. Significa che gli speculatori che oggi investono 100 milioni fra due anni ne ritrovano 120! Cosa c’entra coi conti? Un cazzo.

Smettiamola di pensare che i tecnocrati di Bruxell siano dei cervelloni tutti dediti ai numeri. Essi sono in primo luogo dei padroni, dei capitalisti, dei nemici di noialtri. In Grecia stanno avendo un atteggiamento che, da un punto di vista economico-matematico, è errato. Ma non gli importa nulla. Sono imbufaliti perché hanno visto i greci occupare le fabbriche e sfasciare le vetrine delle loro banche, hanno visto gli anarchici crescere di settimana in settimana, di manifestazione in manifestazione. Volgiono punire i greci. E lo faranno nel modo più geniale e più pericoloso, ricordiamoci che i nostri giocatori di Borsa amano il rischio. Si vogliono giocare il tutto per tutto contro il movimento rivoluzionario greco. Imponendo al governo greco decisioni devastanti per il popolo, che lo costringa in piazza. Se gli scontri, le manifestazioni, gli arresti, gli scioperi non fermeranno il piano economico, dopo mesi di insuccessi, il movimento defluirà, entrarà sulla difensiva, si distrarrà sui processi di coloro che nel frattempo verranno arrestati, sulla difesa dei posti occupati, si chiuderà nei centri sociali e nelle accademie e perderà il contatto con il popolo che fino ad ora lo sta seguendo; la gente smetterà di scioperare perché tanto non ottiene nulla ed è ormai ridotta alla fame e non può perdere, oltre ai tagli, ulteriori ore di retribuzione.

Ecco cosa vogliono l’ Ue e l’ Fmi. Vogliono castigare i greci, affamarli, dire loro “vediamo di cosa siete capaci”. Ma è una scommessa, un rischio. Non è affatto detto che le cose vadano così. La rabbia della gente potrebbe non scendere, i nostri giocatori di Borsa potrebbero perdere una nuova scomessa: quella politica.

Dobbiamo aspettarci di tutto. Già da ora dobbiamo pensare, se le cose precipiteranno, a costituire una sorta di “comitati di solidarietà con la rivoltà greca” o “…con la rivoluzione greca” nel caso la situazione dovesse evolversi addirittura verso tale sbocco. Tali comitati, a mio avviso, dovrebbero avere l’0bbiettivo di rivendicare il diritto dei greci a ribellarsi, a resistere all’occupazione coloniale che le banche e gli altri paesi faranno con questo presisto, a rifiutare l’ipotesi di ogni intervento violento degli eserciti europei nel caso la situazione precipitasse (ricordate l’Albania?). Siamo pronti? O vogliamo passare i prossimi trenta anni ad analizzare le crisi del passato (come questa) e le occasioni mancate e a giocare ai “piccoli veggenti” cercando di prevedere quella del futuro che magicamente porterà la redenzione? Io penso che dobbiamo muoverci, ora.

Michele Fabiani

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2 pensieri su “A FIANCO DELLA RIVOLTA GRECA!

  1. LUCIA ha detto:

    mi chiedo se per far capire a questa casta di capitalisti di merda che non siamo bambocci da sfruttare si possa fare in modo che la rivolta prenda contatti con altri paesi adiacenti e dilaghi, visto che siamo anche noi alla stregua della Grecia, solo che a loro manca canale 5 e italia uno rete 4 e la Rai politica!!

  2. ultimimohicanivarese ha detto:

    questo dipende solo da noi. evidentemente in grecia sono più pronti. qua da noi la gente è ancora ancorata alle logiche democratiche, e crede di poter risolvere i problemi all’interno di esse. questo è il punto cruciale da scardinare. è difficile, ma secondo me è importantissimo agire su questo

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