EMERGENZA CASE..PERCHè NON RIUSARE QUELLE ABBANDONATE?

Gallarate ha bisogno di case popolari?? SI CERTO!! La nostra cittadina si scopre non più benestante come un tempo ma anzi il numero dei nuovi “poveri” aumenta a dismisura.La casa deve essere un bene PRIMARIO,nessuno dovrebbe vivere per strada(a meno che non lo vuole),ma ovviamente in una società basata sulla proprietà privata e sullo sfruttamento questo concetto non può esistere.Certo ci sono le cosidette case popolari,ma ormai gli affitti imposti dall’aler e dal comune alle famiglie sono praticamente quelli di una casa normale, in più se non puoi pagare subito a breve verrai buttato in mezzo alla strada e tanti saluti, quindi di popolare queste case non hanno più nulla(solo i materiali di costruzione).Sull’articolo preso da varese news si può vedere come il comune pensa a tutte le famiglie lasciate in mezzo ad una strada,si legge nell’ultima parte:Il piano per l’Edilizia Residenziale Pubblica messo in campo dall’amministrazione prevede nuove unità per 250 alloggi complessivi: saranno realizzati da operatori edili impegnati in altri progetti  e sulla base della disponibilità di finanziamenti. Cioè in pratica saranno costruiti altri palazzi,quindi si distruggerà altro verde ma tanto quello è scontato a Gallarate,da gente che fa altre cose e che quando avrà tempo forse si occuperà di questo,quando ci saranno i soldi cioè mai in un momento di crisi come questa.Questo è il piano del comune per le persone senza una casa??Così la PUBBLICA amministrazione si occupa delle famiglie senza tetto?? Ma con tutti i soldi che guadagnano sindaco e co. per tutti i palazzi costosi e inutili che fanno costruire non si riesce proprio a dare un tetto a ste persone??Magari comprando case in disuso per poi rimetterle apposto e farci entrare le famiglie a prezzi bassi.No no troppo complicato e soprattutto poco redditizio,meglio abbattere tutti i vecchi stabili e farci costruire sopra altre cattedrali di cemento che rimarranno vuote per gli affitti e i prezzi carissimi.

Noi vogliamo dare un consiglio ed una soluzione a questa povere persone senza un tetto sulla testa,unitevi e prendetevi una casa,non aspettatevi niente da questa gente perchè pensano solo alle poltrone..se volete una mano noi siamo qui!!

Gallarate

Casa, l’emergenza è triplicata

Dal 2000 ad oggi più che triplicate le richieste di alloggi popolari, aumentano quelle degli stranieri. Ma le case pubbliche sono cresciute solo del 12%
immagine di separazione
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Il bisogno di casa a prezzi accessibili è inarrestabile: nell’arco degli ultimi dieci anni a Gallarate le richieste sono più che triplicate. Mentre il patrimonio di “case popolari” (nella foto: lo storico complesso di Cascinetta) cresce ad un ritmo molto inferiore, circa il 12%.

I dati sull’emergenza abitativa – presentati in commissione affari sociali – sono ogni volta allarmanti: se nel 2000 le richieste erano 220, la progressione le ha portate a diventare 450 nel 2005 (quando fu presentato il primo, nuovo bando), 538 l’anno successivo, 633 nel 2007. E così, passando dai 639 del 2008 e dai 648 del 2009 si arriva al dato odierno: ad oggi le domande sono 663. È in crescita anche la percentuale dei cittadini stranieri sul totale delle richieste, passate dal 2% del 2000 al 42% odierno. Ma di fatto le possibilità di entrare nelle case popolari sono poche per tutti, allo stato attuale.
Il patrimonio di alloggi pubblici  è infatti in limitata crescita: oggi sono 997 gli appartamenti, di cui 623 sono dell’Aler (vi vivono 1390 persone) e 374 dell’Amsc (700 persone). In totale sono dunque circa duemila, su oltre cinquantamila, i gallaratesi che vivono in alloggi pubblici. Al totale di appartamenti si aggiungono poi 10 unità destinate ad alloggi di emergenza, localizzati all’interno dei complessi di via Forze Armate e via Ivrea: servono a gestire appunto situazioni d’emergenza, in particolare legate agli sfratti. Negli ultimi otto anni, dal 2002, sono state costruite 115 nuove unità abitative (nella foto il nuovo complesso di via Sant’Agostino), pari al 12% del totale esistente oggi.
A proposito di sfratti, i dati in questo caso segnalano un fenomeno in crescita e con alcune novità: nel 2009 gli sfratti furono 33, mentre nel 2010 (al 10 ottobre) risultano già 25. La maggior parte (28 nel 2009, 17 nel 2010) riguardano il settore privato. Quest’anno però si segnalano anche due casi di sfratti per mancato pagamento del mutuo: famiglie e progetti di vita travolte dalla crisi economica.
Se le case a canone sociale e moderato crescono di poco, notevole è stato l’aumento di unità abitative private: dal 2002 al 2010 sono stati costruiti 2214 appartamenti, contro i 115 di proprietà pubblica. Il piano per l’Edilizia Residenziale Pubblica messo in campo dall’amministrazione prevede nuove unità per 250 alloggi complessivi: saranno realizzati da operatori edili impegnati in altri progetti  e sulla base della disponibilità di finanziamenti.

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