Ad ogni sgombero una nuova occupazione!

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei compagni del CPO Gramigna di Padova che all’ennesimo sgombero hanno risposto con l’ennesima occupazione. Solidarietà a chi lotta, occupa e resiste!

Venerdì 29 ottobre siamo rientrati per la terza volta all’interno dell’ex scuola Zanella-Davila nel quartiere Torre. Dopo qualche ora polizia e carabinieri hanno tentato di forzare il cancello per sgomberare, ma si sono scontrati con la resistenza dei compagni i quali, asserragliati all’interno, hanno respinto l’entrata delle “forze dell’ordine” utilizzando degli estintori mentre 5 compagni si barricavano sul tetto di uno dei 2 edifici occupati. Possiamo proprio dire che stavolta gli sbirri “se la sono dovuta mangiare”. A quel punto gli sbirri hanno abbandonato il campo. Nei prossimi giorni lo spazio sarà riempito con diverse iniziative e invitiamo tutti a partecipare, a tenere alta l’attenzione e a portare solidarietà.

Nei giorni precedenti il secondo sgombero del Centro Popolare Occupato Gramigna, avvenuto il 25 ottobre, il quartiere di Torre ha ricoperto una parte della cronaca padovana per l’inaugurazione di alcuni spazi pubblici da parte della giunta Zanonato.

Non ci sembra una casualità che mentre il Gramigna, da un mese a questa parte, continua a denunciare la speculazione edilizia sull’ex scuola Zanella-Davila e dello stato di abbandono dell’enorme quantità di materiale scolastico nuovo presente nell’adiacente prefabbricato, la giunta in un mese organizza più di un’inaugurazione proprio sulla tematica degli spazi e dei servizi in quartiere.

Non è sempre oro quello che luccica!

Anche se gli spazi inaugurati a Torre sono divulgati come pubblici, sappiamo che questi, in realtà, sono sistematicamente negati a chiunque non si riconosca nelle logiche della giunta padovana e nel partito che la rappresenta: il Pd. La gestione di tali spazi nel concreto risulta privata, come sono privati gli enti a cui è stata alienata la Zanella-Davila. Se il comune ha bisogno di soldi, prima di spendere milioni di euro (come scritto nei giornali) per nuove strutture, farebbe meglio a recuperare quelle che ha chiuso e lasciato abbandonate! Da questi esempi sembra proprio che sia una gestione clientelare che muova la conduzione degli spazi pubblici in città e gli affari attorno a loro.

Per questo motivo crediamo nell’autogestione della politica e della socialità, autorganizzandosi dal basso insieme a coloro che condividono le nostre stesse necessità, senza chiedere gli spazi ai politici di turno, ma riprendendoceli tramite la pratica dell’occupazione per riaprirli realmente alla collettività.

Alla giunta diciamo solo che le sedie, i banchi, gli armadietti, le lavagne, i computer che sono all’interno della Zanella-Davila devono essere recuperati e offerti agli istituti scolastici che ne necessitano, come hanno fatto emergere alcuni residenti di Torre tramite i questionari che abbiamo diffuso e raccolto nei giorni scorsi.

Agli abitanti di Torre, con cui da più di un mese ci confrontiamo e dai quali abbiamo raccolto richieste e proposte concrete, diciamo che sono i ben venuti alla Zanella-Davila occupata per vedere con i loro occhi e testimoniare tutto lo spreco di materiale scolastico, e non solo, presente all’interno. Invitiamo gli abitanti, gli studenti, i lavoratori, e tutte le persone interessate, a partecipare all’assemblea cittadina di lunedì pomeriggio e a portare macchine fotografiche, telecamere e quant’altro, affinché questa contraddizione sia resa pubblica il più possibile e non nascosta dai mattoni.

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