SE CI SONO I DISOCCUPATI LA COLPA è DEI PADRONI E NON DEGLI IMMIGRATI!!

Riportiamo qui sotto un resoconto del presidio di ieri a malpensa (da varese news) contro le deportazioni degli immigrati che dopo essere stati sfruttati all’osso, dopo aver passato mesi nei lager-cie vengono rispediti a casa, per permettere l’arrivo di nuova manodopera da sfruttare.

Contro le deportazioni degli immigrati da Malpensa” era lo slogan che campeggiava sullo striscione che i manifestanti hanno portato sabato pomeriggio fin dentro al Terminal 1 dello scalo. La manifestazione era stata indetta da sindacati di base (USB, COBAS Scuola) e dagli antirazzisti varesini, che riuniscono diversi gruppi e gruppuscoli della zona, compresi i ragazzi Ultimi Mohicani e del centro sociale Kinesis di Tradate. Il corteo – circa 50 i manifestanti – è stata controllato da un imponente spiegamento di uomini delle forze dell’ordine, un centinaio tra Digos, Polizia e Carabinieri (con i reparti mobili e mezzi), senza contare le pattuglie della polizia locale di Lonate-Ferno impegnate a smistare il traffico tra le corsie dell’area partenze, attraverso cui è arrivato il corteo. Malpensa era già stata teatro di una iniziativa sul tema durante l’estate.

All’interno dell’aerostazione del Terminal 1, in realtà, è entrato autorizzato solo un gruppetto di 4 persone con lo striscione e un cartello che ricordava uno degli operai sulla gru a Brescia, Mohammed-Mimmo, “immigrato dal 2003, espulso il 18 novembre da Malpensa perchè ha partecipato alle lotte contro la sanatoria truffa”. Fuori gli altri manifestanti continuavano a scandire slogan contro le espulsioni (le “deportazioni”), contro i CIE dove sono rinchiusi gli immigrati in attesa di espulsione: “Galere e CIE non vi vogliamo, vi butteremo giù”; “Se ci sono i disoccupati, la colpa è dei padroni, non degli immigrati”. Nei cartelli anche inviti al boicottaggio delle compagnie aeree. A turno gruppetti di ragazzi entravano nell’aerostazione (scortati dalla polizia in numero di uno a uno): andavano in bagno, ma approfittavano, guardati a vista, per intonare slogan di fronte ai passeggeri. La protesta in ogni caso ha attratto molto l’attenzione, soprattutto degli stranieri, incuriositi dai manifestanti, ma anche dall’imponente presenza delle forze dell’ordine.
La manifestazione era soprattutto a sostegno degli immigrati che, avendo perso il permesso di soggiorno dopo il licenziamento, si ritrovano in pochi mesi illegali e a rischio espulsione: “Gli immigrati vengono sfruttati all’osso, ma poi si vedono espulsi quando non servono più” dice Fiorenzo Campagnolo, dell’Unione Sindacale di Base di Varese. “Manodopera a basso costo che viene sottoposta a ricatti e allontanata se crea problemi”. I casi di Brescia e Milano rimangono isolati, le espulsioni di persone ritornate alla clandestinità dopo anni di lavoro e vita regolare nel nostro Paese sono invece sempre di più. “Cerchiamo di attrarre l’attenzione sul problema. Certo sui luoghi di lavoro, nelle fabbriche, è difficile affrontare discorsi di questo tipo, c’è una omertà anche all’interno del mondo sindacale”. Proprio a Malpensa, però, si sono vissute lotte di operai italiani e stranieri insieme, soprattutto all’interno delle cooperative di servizi.

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