GALLARATE: LA CITTà PIù CEMENTIFICATA DELLA PROVINCIA DI VARESE

Riportiamo un pezzo di articolo tratto da Varese news, in cui vengono divulgati i dati provenienti da uno studio di Legambiente sulla cementificazione della città. Le cifre uscite dalla ricerca sono allarmanti, ma questa purtroppo non è una novità; noi lo diciamo da anni e ci siamo sempre opposti allo scempio di territorio cittadino che la vecchia giunta “vendeva” agli speculatori edilizi. La nuova amministrazione non potrà resistere a lungo senza edificare, semplicemente perchè il cemento porta tanto denaro, non per tutti ovviamente! Soltanto per i pochi che il denaro ce l’hanno già e lo possono ( o devono) farlo girare.

Il problemi però non finiscono qui, infatti sebbene la nostra città sia piena zeppa di case sfitte e palazzi vuoti (circa 2000) ben 700 famiglie sono in attesa di un alloggio come mai? Perché si costruisce per poi far rimanere sfitte le case? Per il guadagno ovviamente, mica per la gente in mezzo alla strada,quella viene dopo il profitto!

Dulcis in fundo della questione sono gli spazi di socialità e aggregazione, ormai le periferie di Gallarate sono dei quartieri dormitorio dove non esistono luoghi in cui ci si possa incontrare,far qualche attività o semplicemente scambiar due parole in tranquillità col vicino . Luoghi in cui la logica del profitto non esista e le persone tornino veramente a viversi questa città e non solamente a risiederci e basta! Non è impossibile in fondo, basta uno spazio (all’aperto o al chiuso non importa) gestito dalla gente e non dal comune o dall’associazione di turno. Senza i loro finanziamenti che alla fine non arrivano o arrivano dimezzati, senza la loro burocrazia che asfissia ogni voglia di fare, senza i loro controlli e la loro supervisione da esperti di tutto e niente; solo la comunità può gestire direttamente e orizzontalmente  un quartiere,una strada,un parchetto,una campetto ecc. rendendoli spazi veramente vitali e non grigie camerate vuote.

QUI SOTTO L’ARTICOLO PRESO DA VARESE NEWS:

Una città di cemento, dove il verde è ormai meno di un terzo della superficie del territorio. Ma anche una città senza più spazi, dove – escludendo le zone di bosco – i fazzoletti di terra rimasti liberi sono preziosissimi: questo è il quadro di Gallarate che emerge dallo studio sul consumo di suolo proposto da Legambiente. Damiano Di Simine – presidente di Legambiente Lombardia – ha presentato i numeri nel corso dell’incontro sul consumo di suolo proposto alle Acli: «Il territorio di Gallarate è edificato per il 70,72%». La situazione, anche dieci e passa anni fa, nel 1999, era tutt’altro che rosea: allora era urbanizzato – coperto dal cemento di capannoni, case, palazzi, parcheggi, depositi –                         il 67,30%. La differenza può sembrare da poco e invece è allarmanete: negli ultimi 13 anni si è consumato il 3,5% di terreno vergine.
Il dato di Gallarate è allarmante anche se confrontato con realtà iperurbanizzate come le medie città vicine o come le città della Brianza: «Busto Arsizio è al 63,8%, Desio al 68%» ricorda Di Simine, parlando anche della cittadina brianzola il cui sindaco, Roberto Corti (ospite dell’incontro), ha scelto con convinzione la strada del consumo zero, cioè di non intaccare aree ancora non urbanizzate, difendendo le ultime porzioni di bosco e di campi agricoli.

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