LA SCUOLA SALVATA DAGLI STUDENTI

Vi ricordate l’Onda? Quel movimento studentesco che dopo anni di vuoto ha portato nelle piazze di tutto il paese migliaia di ragazzi e professori ; e vi ricordate le varie “battaglie” studentesche di questi anni che sono culminate negli scontri di Roma del 14 dicembre 2010?  In questi giorni si può vedere i movimenti studenteschi che sono nuovamente scesi nelle strade e finendosi per scontrare con la polizia di tutto lo stivale, ma questo non è altro che il risultato della famigerata “riforma Gelmini”. Già, l’ex ministro ormai non fa più parlare tanto di sé ma il suo malefico lavoro rimane, e dopo quasi tre anni di riforma si sta cominciando a capire il suo vero obbiettivo. La privatizzazione dell’istruzione e quindi il suo completo controllo delle varie lobby bancarie e religiose; dare migliaia di euro alle scuole private mentre si lascia quasi a secco l’insegnamento pubblico. Ed ecco il risultato, scuole decadenti e da mettere in sicurezza, mancanza di attrezzature, attività extrascolastiche ridotte quasi a zero. Per non parlare degli insegnanti, presi in giro da qualsiasi governo, sballottati da istituto ad istituto, mal retribuiti (il contratto nazionale è fermo da quattro anni), costretti a fare i salti mortali sia per entrare di ruolo che per andare in pensione. L’attuale legislazione formata da tecnici succhiasangue non poteva trovare scusa migliore che la crisi, creata da loro,per dare le ultime batoste al moribondo; e allora via ai finanziamenti pubblici alle scuole private, agli appalti per nuovi armamenti,per i partiti,per i mass media,per opere inutili e dannose (TAV, Pedemontana,Ponte sullo stretto,ecc) e molto altro sperpero.

Di certo l’istruzione pubblica non si può dire  che sia eccezionale, partendo dal fatto che le metodologie pedagogiche tendono a creare individui uniformati al sistema studio/lavoro/schiavitù/pensionamento mentre dall’altra parte affievoliscono l’autocoscienza critica e costruttiva. La predisposizione alla classificazione dei ragazzi attraverso il voto,per tutta la vita scolastica e anche dopo si è condizionati da un punteggio dato da un estraneo. Inoltre i programmi didattici sono molto arretrati e tendono ad una generalizzazione delle materie di base, ed a un insegnamento superficiale di quelle tecniche e specifiche di ogni istituto.

In ogni caso la scuola pubblica è un bene che non va eliminato o privatizzato ma totalmente cambiato; la soluzione però non è quella di aspettare che un altro governo ci pensi attraverso una finanziaria, perché a chi comanda dell’istruzione dei cittadini gli interessa ben poco. La soluzione deve arrivare da chi la scuola la vive ogni giorno: gli studenti,i professori, i bidelli ed i tecnici, solo loro uniti possono creare una scuola migliore. Una scuola in cui al primo posto c’è l’alunno e la sua personalità e non la finanziaria di qualsiasi governo e le banche.

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