LINFA DEL MERCOLEDì

DA VARESE ALLA VAL SUSA UNITÀ E RESISTENZA ALLE GRANDI OPERE

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In Val di Susa da anni la popolazione sta resistendo ad un opera disastrosa come la Linea ad Alta Velocità, attraverso mobilitazioni portate avanti dal basso e col sostegno di chi ancora in Italia tiene al territorio in cui vive si è riusciti a contrastare il pericolo TAV. Ma perché creare un opposizione seria all’Alta Velocità pure qui nella provincia di Varese visto che l’opera più nociva lo faranno sulla tratta Torino-Lione?

Il traforo che cercano di praticare in Val di Susa sicuramente sarà il progetto più distruttivo e deturpante per l’ambiente circostante,il paesaggio e la vita stessa dei valsusini; ma la zona più attraversata dalle varie linee ad Alta Velocità sarà proprio l’alta Lombardia. Ci troviamo infatti nel centro esatto dei piani logistici dell’apparato mercantile di tutta Europa, un disegno che porterà la nostra regione ad essere attraversata da ben due corridoi Tav con annessi gli allargamenti dei vari tunnel transalpini. Bene si dirà, deturperanno un paesaggio già cementificato da anni e non una valle alpina, inoltre si decongestionerà il traffico merci su gomma che inquina il doppio di quello su rotaia. La questione non è così semplice purtroppo, le merci su rotaia si sposteranno entro un certo limite ma poi verranno caricate sui camion nei centri di smistamento,uno dei più grandi ed a vocazione chimica è proprio l’Hupac di Busto Arsizio, quindi il volume di merci su gomma non diminuirà affatto. I nuovi tratti autostradali e superstradali in costruzione (Pedemontana,Bre. Bre. Mi., Tem) serviranno ad attuare questo enorme “sistema TAV” ; senza contare che intorno alle nuove strade si svilupperanno  centri commerciali e terziari quindi altro territorio cementificato in una regione dove 2000 m2 di suolo al giorno vengono consumati dall’urbanizzazione.

Questo progetto verrà convenzionato da finanziamenti pubblici, quindi il deturpamento del territorio,l’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere,l’abbassamento del tenore di vita (meno soldi pubblici per la collettività) lo paghiamo noi anche se non siamo d’accordo. Il Tav è la punta dell’icerbeg   di un sistema che si basa sui grandi finanziamenti internazionali per portare avanti gli interessi economico-finanziari di corporazioni private, gruppi bancari e apparati statali. E così quando mancano i soldi e chiudono scuole ed ospedali le linee veloci si DEVONO fare, non per la comodità dei cittadini, non per lo spostamento di enormi quantità di merci, neanche per il tanto blasonato ambiente,ma puramente per scopi finanziari e di potere.

Si possono fermare e lo abbiamo visto in Val Susa, si devono fermare ovunque perché solo un’ unità di lotta tra i movimenti territoriali può farlo!

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