Exodus al servizio di mass media e politicanti, difende il quieto vivere.

Di inizio mese la notizia sotto elezioni (naturalmente) della grande pulizia fatta da Exodus al campo popolare autogestito di Gallarate. Senza dilungarci troppo, riportiamo l’articolo della prealpina, sempre pronta al servilismo nei confronti di chi cerca solo consensi facendo la bella faccia.

Prealpina04-6-15

Di seguito invece riportiamo il nostro comunicato di risposta:

 

(A).(A).(A). cercasi ultimi Mohicani.

Ringraziamo la premiata impresa “exodus” per aver sguinzagliato i suoi zelanti volontari che hanno con cuore riportato il campo popolare autogestito di via (le) forze armate al vecchio anonimo e silenzioso splendore. E anzi ci complimentiamo di come negli anni tale impresa sia riuscita a conquistare, sicuramente in modo legale e trasparente, la stragrande maggioranza dell’operato sociale della zona.

Ringraziamo la giunta comunale per essersi sempre impegnata a fare buon viso a cattivo gioco con i loro continui tentativi di cappellare l’impegno spontaneo e senza titolo con fasulli progetti sociali, la quale, proprio in questi giorni lascerà la poltrona al giovane Cassani della lega nord, che contribuirà volentieri a rendere Gallarate e i suoi quartieri ancora più tristi e chiusi.

Un ringraziamento speciale alle forze di informazione che hanno dato spazio a notizie manipolate dai politicanti e dalle loro becere campagne elettorali, che si sono serviti del campo per litigi basati sul niente.

Ma sopratutto ringraziamo quel tipo di vicinato, che si è trovato il campo aperto da “altri” e l’ha utilizzato per i proprio comodi, ma non si è mai trattenuto dal lamentarsi ad ogni buona occasione.

Di fronte a tutte le iniziative proposte e al poco interessamento che ha dimostrato il quartiere ci chiediamo se è rimasto qualcuno che non si sia totalmente omologato e rincoglionito dalla realtà di provincia. Qualcuno che capisca la necessità di uno o più luoghi di ritrovo liberi e gratuiti, qualcuno che si rifiuti di dover per forza fare la richiesta agli sbirri e al comune per passare un sabato pomeriggio con gli amici. Qualcuno che abbia voglia di vivere il proprio quartiere al di fuori delle sue quattro mura domestiche e conoscere e capire le persone che gli vivono da anni di fianco.

Qualcuno che abbia una lontana idea del significato dell’autogestione, e di come questa non significhi che pochi si occupino di pulire e sistemare ma che ci sia un continuo impegno di tutti e non per un ordine dato da altri ma per un senso di volontà. Questo costa fatica e capiamo come chi è abituato e rassegnato a questo triste vivere quotidiano non abbia più l’energia di fare niente per niente.

Ognuno ha ciò che si merita, ma noi non ci arrendiamo e continuiamo convinti a proporre alternative a ciò che viene imposto, perchè questa realtà ancora non la riusciamo a mandare giù. Il quartiere e i politicanti si possono pure lamentare fino ad arrivare alla loro tanto sperata chiusura di questo spazio. Ma la cosa che più ci piace è che non siamo legati ad un posto specifico, tolto quello saremo in un altro campo, in un altro quartiere, in un altro stabile, saremo ovunque e mai posati alla rassegnazione.

 

 

 

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