Condannati a morte nel vostro quieto vivere

A proposito della polveriera scatenatasi a Gallarate negli ultimi giorni.

borghesia

Tutto ha inizio con alcuni ridicoli articoli di giornale e servizi televisivi a proposito di una fantomatica gioventù bruciata che starebbe seminando il panico per i vicoli del centro di Gallarate. Nonostante il taglio degli articoli faccia immaginare scenari in stile favelas sudamericane, nei vicoli della nostra città non succede nulla di particolare. Succede semplicemente che alcuni ragazzi molto giovani stiano spesso in compagnia risultando a tratti chiassosi e molesti, se annebbiati dai fumi dell’alcol. Insomma, nulla di nuovo, nulla di tragico. Se però aggiungiamo che questi ragazzi mostrano indifferenza e spavalderia nei confronti delle forze dell’ordine, ecco che si grida allo scandalo, alla vergogna.

Viene turbato il quieto vivere di chi vorrebbe una città silenziosa, fatta di strade vuote, vetrine illuminate e ben addobbate, locali sempre pieni di persone disposte a consumare.

Si richiede ancora più polizia, l’installazione di telecamere e altre misure di controllo; sul posto giungono giornalisti e scribacchini di vario tipo, tira aria di scoop tra quei vicoli, guai a farsi sfuggire l’occasione!

Nei giorni scorsi qualcuno deve aver ritenuto inaccettabile la criminalizzazione a mezzo stampa di questi ragazzi colpevoli di essere un po’ sopra le righe così come la sete di controllo e polizia di qualcun’altro. Infatti proprio in quelle strade sono apparse delle scritte e sono stati affissi dei manifesti molto critici sulla questione. A seguito di quest’episodio, sulle pagine dei giornali, gli scugnizzi della gioventù bruciata sono diventati semplicemente i ragazzi del vicolo. Il nuovo mostro da sbattere in prima pagina sono coloro che hanno osato dire la loro e imbrattato le vie, additati come violenti e provocatori.

Eppure ad innalzare il livello di tensione sono stati proprio i giornalisti locali che hanno dato spazio ai deliri securitari di leghisti provincialotti e bottegai frustrati. In quante altre città del mondo ci sono ragazzi alticci e chiassosi per le strade? Qual è la necessità di creare falsi problemi e discussioni intorno a temi ridicoli?

Rideremmo di gusto, se non fosse che poi a pagare le conseguenze di questi deliri sono sempre gli ultimi e gli indifesi, con conseguenze spesso tragiche. Giovedì 2 febbraio in una banlieu parigina è stato insultato, picchiato e infine stuprato un ragazzo di ventidue anni, Théo. A commettere questo gesto sono stati quattro agenti della polizia in seguito a quello che doveva essere un normale controllo. Nei giorni seguenti in molte zone di Parigi e della Francia sono scoppiate sommosse in solidarietà al giovane e contro la violenza della polizia. Proprio ieri, invece, durante un controllo in casa da parte della Guardia di Finanza, un ragazzo di sedici anni si è suicidato davanti a sua madre: la sua colpa era quella di possedere alcuni grammi di hashish. Anche qui in provincia di Varese ne sappiamo qualcosa di controlli della polizia finiti come non dovevano finire, ricordiamo ancora tristemente la storia di Giuseppe Uva.

Tutto questo è inaccettabile.

Forse gli autori del manifesto affisso in centro a Gallarate, hanno voluto avvertire i giovani ragazzi proprio di questo: c’è qualcuno che sta criminalizzando i loro comportamenti oltre i limiti del moralmente consentito e il loro stare insieme al di fuori dei luoghi consoni al consumo. C’è qualcuno che vuole far credere a questi ragazzi che loro siano un problema, e che questo problema verrà risolto attraverso il controllo e la polizia.

La storia insegna che queste soluzioni non portano mai a nulla di buono, ed è nostro dovere attivarci per impedirlo. Per far sì che tutto ciò non si ripeta mai più bisogna mettere a tacere i deliri securitari e populisti e bisogna smetterla di gonfiare problemi stupidi attraverso i giornali, la televisione e i social network: è proprio questo l’humus nel quale la feccia leghista ha proliferato e si è ingigantita negli anni recentissimi. Togliergli visibilità significa fare cadere nel nulla le loro richieste di sorveglianza e polizia, evitando che altre persone debbano pagare le conseguenze di tutto questo sulla loro pelle.

Tutta la nostra solidarietà alle rivolte nelle banlieu parigine, solidarietà a Théo, solidarietà a chi cerca sempre di rendere la propria vita migliore andando contro il quieto vivere!

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