Sabato 11 aprile. Chi semina autogestione, raccoglie libertà! 5 anni dopo…

Cinque anni dopo la prima occupazione a Gallarate, ridiamo voce e significato a tutto quello che è nato da quella esperienza del lontano 10 aprile 2010.

Vogliamo, attraverso una giornata al Campo Popolare Autogestito, unico baluardo di libera socialità e autogestione a Gallarate, sottolineare come col passare degli anni poco sia cambiato. Nonostante gli sgomberi e la repressione, la necessità di incontrarsi in un luogo che non sia un locale o che non sia un social network è sempre più forte. Soprattutto in un momento storico come il nostro in cui il potere economico e statale spinge tutti noi a una solitudine forzata volta solo al becero consumismo, decidiamo di riprendere in mano le nostre esistenze e lo facciamo partendo da semplici giornate dove anche il solo divertimento e il sacrosanto tempo libero vengono autogestiti.

In questi 5 anni nulla è cambiato, continuiamo e continueremo a liberare spazi creando esperienze di autogestione. Con piacere invitiamo tutti alla giornata dell’11 aprile per ribadire ancora una volta che chi semina autogestione raccoglie libertà!

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dalle ore 15:00 :

Banchetti con oggetti, saponi, vestiti etc, etc auto prodotti

Banchetti con informazioni sulle varie lotte presenti sul territorio (no elcon, no pedemontana, no tav…)

Game of S.K.A.T.E con una tavola in serbo per il vincitore +  strutture per skate e per rotellare liberamente

la cena sarà una spaghettatona aglio, olio e peperoncino.

sempre dal pomeriggio suoneranno gruppi della zona!

Never Again, A-Maze, Duo Giove, Go whit the flow, The forest calling.

Collettivo ultimi Mohicani / Edera itinerante / Campo Popolare Autogestito.

IL CAMPO POPOLARE AUTOGESTITO BRUCIA DI VITA!

Domenica  1 febbraio un fantoccio tra le fiamme ha scaldato i nostri cuori stabilendo la fine dell’inverno e l’avvio di una nuova  stagione; tra fiumi di vin brulè e musica si è delineato un inizio carico di idee e proposte per continuare a far vivere nell’ autogestione il Campo Popolare Autogestito di via (le) forze armate a Gallarate.

Questo spazio era un campo da calcio di proprietà comunale chiuso e in stato di abbandono che alcuni abitanti della zona hanno deciso di aprire e far rivivere.

In questi anni sono state molte le iniziative decise e costruite insieme: tornei di calcio, proiezioni, giornate di giocoleria, cene, serate musicali e semplici assemblee per sistemare e ripulire insieme lo spazio. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che il vero degrado è l’abbandono, la chiusura degli spazi o peggio i progetti di speculazione  su di essi da parte delle varie istituzioni locali.

Continuiamo a liberare spazi abbandonati, continuiamo a decidere insieme come vivere il Campo, passate di lì e seguite le prossime iniziative!

Fb: Campo popolare autogestito.

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La Giubiana! domenica 1 febbraio!

SE DOBBIAMO BRUCIARE QUALCOSA, BRUCIAMOLA TUTTI ASSIEME!

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Domenica 1 febbraio al campo popolare autogestito bruciamo la Giubiana! dalle 18:00, salutiamo l’inverno con vin brulé, qualcosa da mangiare e il fuoco per scaldarci!

Ricreiamo un momento di socialità e parliamo delle prossime iniziative al campo, da costruire insieme. Dai dai dai!

Report mercoledì 26 novembre sullo sfratto avvenuto a Cavaria con Premezzo

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Stamattina, 26 novembre, alle 6.30 numerose volanti e due camionette di celere, si sono presentate sotto casa di Lucrezia e Mario per sfrattarli dalla loro abitazione: un alloggio Aler in cui vivevano da vent’anni.
Poco dopo, numerosi solidali sono accorsi sul posto per sostenere la famiglia.
I fabbri, scortati dalle forze dell’ordine, sono entrati nell’appartamento sfondando la porta d’ingresso; sul posto è arrivata anche un’ambulanza a soccorso di Lucrezia che, a causa del momento di tensione, ha avuto un malessere.
Grazie all’ingente numero di sbirraglia mobilitata, lo sfratto è avvenuto in breve tempo.
Subito dopo il presidio si è spostato davanti al comune di Cavaria con Premezzo, immediatamente accerchiato e blindato da reparti antisommossa e digos.
Qui Lucrezia e Mario a dire dell’ufficiale giudiziario, avrebbero dovuto parlare con il sindaco e gli assistenti sociali per trovare un’altra sistemazione.
Questi ultimi, grazie alle pressioni dei solidali, intanto impegnati in volantinaggi e blocchi stradali, non hanno potuto ignorare la situazione e la famiglia è riuscita a discutere della sua nuova sistemazione: 10 giorni di pensione pagata a Cassano Magnago.
Purtroppo non siamo riusciti ad impedire lo sfratto, ma grazie alla mobilitazione non è passato sotto silenzio.
Anche se ad oggi i comuni riescono ancora ad attuare miseri tentativi per arginare un problema sempre più imponente ed esplosivo, da parte nostra c’è la consapevolezza che non è questo il modo di risolvere “l’emergenza abitativa” e per questo continuiamo ad organizzarci e a lottare costruendo percorsi dal basso con l’obbiettivo di difendere e riprenderci ciò che ci spetta e quotidianamente ci viene tolto.

Rilanciamo quindi l’appuntamento di domenica: ci troveremo a Gallarate in Piazza Libertà per ribadire sempre più forte l’importanza di continuare la lotta mobilitandoci tutti insieme.

link articolo varesenews:

http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/dopo-lo-sfratto-manifestazione-al-municipio-di-cavaria-301357.html

Mercoledì 26 novembre picchetto anti-sfratto in via 1 maggio, Cavaria con Premezzo!

Mercoledì 26 novembre dalle ore 07:00 saremo in via primo maggio, davanti alla casa (Aler) di Lucrezia e Mario.

Difenderemo tutti insieme la loro casa, nonostante Aler abbia già detto che lo sfratto sarà eseguito senza ulteriori proroghe, non è più accettabile che l’ennesima famiglia venga strappata dalla loro abitazione, nella quale abitano da più di vent’anni!

resistere, insieme si può!

Di seguito trovate il volantino che distribuiremo.

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Napoli: ri-occupata da famiglie, precari e disoccupati l’ex scuola Belvedere

Dopo l’importante giornata di lotta, sabato 7 novembre, che ha visto migliaia di persone attraversare le strade di Bagnoli contro il commissariamento e lo “Sblocca Italia”,  scontrandosi con le forze dell’ordine schierate per impedire che si svolgesse un’assemblea all’interno della Città della Scienza, Napoli si è rivegliata con una nuova occupazione nel quartiere del Vomero. A dare un tetto a 55 persone e ben 14 minori è l’ex scuola di via Belvedere già occupata e sfrattata un anno e mezzo fa dall’ordine religioso che lo detiene. Riportiamo il comunicato della “Campagna per il diritto all’abitare Magnammece O Pesone”:

Dopo le parole pronunciate in occasione della visita di Evo Morales, l’alleanza Papa-Movimenti colpisce ancora!
Questa mattina cinquantacinque persone, famiglie, precari, disoccupati e ben quattordici minori in situazione di totale emergenza abitativa sono entrati nella ex scuola di via Belvedere a Napoli per procurarsi un tetto. Si tratta di una struttura chiusa e abbandonata da un anno e mezzo dopo che un altro gruppo di senza casa era stato sfrattato dall’ordine religioso che detiene la struttura. Con la motivazione di un “riutilizzo” urgente e progetti di ristrutturazione.

Come era purtroppo prevedibile, invece, dopo tanto tempo assolutamente niente si è messo in moto e semplicemente si preferisce tenere uno stabile chiuso piuttosto che utilizzarlo per qualcosa di utile socialmente. Magari in attesa di costruirci una residenza per il turismo religioso. Un gran paradosso considerando che per quanto riguarda gli ordini religiosi quasi tutti questi stabili, compresa la ex scuola di via Belvedere, sono donazioni vincolate “all’uso sociale e no profit”. Un paradosso ancora maggiore ricordando le parole della Guida spirituale della chiesa cattolica, Papa Francesco, che già nell’ottobre del 2013, in visita al centro Astalli, dichiarava letteralmente: “Non usate i conventi per fare soldi ma apriteli a chi ha bisogno!”.

Ebbene oggi famiglie, precari, disoccupati e bambini, autorganizzati nella campagna per l’abitare “Magnammece O Pesone, hanno seguito le sue indicazioni riaprendo la struttura a chi ha bisogno di un tetto. Ricordiamo che dopo il precedente sgombero ci fu grande imbarazzo della Curia che attribui l’azione solo a una decisione dell’ordine motivata da un riuso urgente (che non c’è stato per niente) e prese l’impegno proprio con la nostra campagna di monitorare le strutture vuote per dare sostegno alla tragica situazione dell’emergenza abitativa in città.

Del resto la Curia e gli ordini religiosi detengono il primo patrimonio privato di Napoli (su gran parte del quale sono esentati dall’IMU). Ad oggi questo impegno non si è concretizzato e quindi aspettiamo di sapere quale sarà la posizione del Cardinale rispetto all’iniziativa di questa mattina e al grave bisogno sociale che esprime.

Campagna per il diritto all’abitare Magnammece O Pesone

fonte: infoaut

http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/13196-napoli-ri-occupata-da-famiglie-precari-e-disoccupati-lex-scuola-belvedere

ANNULATO il presidio informativo e in solidarietà con la famiglia di Salvatore!

Annullato il presidio poiché la famiglia di Salvatore non potrà esserci per motivi familiari! rimandato a data da destinarsi!

Dopo quasi un mese ritorniamo a Busto per informare la cittadinanza su quello che è successo a Salvatore e alla sua famiglia, saremo in piazza S.Giovanni dalle 15.00 del pomeriggio. Facciamo un punto della situazione sui lavori nella casa Aler che gli spetta!

volantino 8-11 in A3

P.s. incontrarsi e discutere è gratuito!